L’INPS con il messaggio n. 2842 del 6.8.2021 comunica che indennità previdenziale di malattia in caso di quarantena, prevista dall’art. 26, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 (Cura Italia) “non potrà essere erogata anche per gli eventi avvenuti nell’anno in corso”.

Come non bastasse l’Inps chiarisce il motivo in modo lapidario: “il legislatore non ha stanziato nuove risorse”.

Ecco così che viene chiarito a chi avesse ancora dei dubbi come Draghi&Co ritengano di garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro e tamponare le recrudescenze della pandemia da Covid.
Mentre le aziende con l’avallo del Governo in nome della sicurezza si inventano quotidianamente le trovate più assurde per discriminare i lavoratori, come nel caso dell’esclusione dalla mensa di chi è sprovvisto del green pass, si rifiuta di finanziare il doveroso trattamento economico dei lavoratori posti in quarantena.


Non ci si venga a raccontare che i Migliori si sono dimenticati di rifinanziare adeguatamente l’Inps con misure straordinarie già decise dal Cura Italia un anno e mezzo fa e a suo tempo e annunciate dall’inps stesso con i messaggi n.2584 del 24.6.2020 e n. 3653 del 9.10.2020 : è evidente che l’Istituto Previdenziale per decidere di comunicare il 6.8.2021 la sospensione del trattamento economico a favore dei lavoratori in quarantena, peraltro in forma retroattiva dal 1.1.2021, avrà sollecitato l’Esecutivo in tutti i modi senza ottenere alcuna risposta.

E’ assolutamente urgente che il Governo torni sui suoi passi e garantisca ai lavoratori in quarantena un trattamento economico equiparato alla malattia (peraltro senza che la sospensione dal lavoro incida sul comporto!): i costi della sicurezza sul lavoro e nella società non possono e non devono essere scaricati sui lavoratori e sulle loro famiglie.

E’ evidente che la mancata retribuzione durante la quarantena, ovvero per un periodo di tempo che va da 7 a 14 giorni, rischia di diventare un deterrente per favorire l’esposizione al contagio l’intero personale in servizio da parte di chi non si potrà permettere di rinunciare ad una grossa fetta (oltre la metà!) del salario.


Oggi ancor più di sempre si manifesta con chiarezza il vero obiettivo del Governo Draghi a cui non basta aver sbloccato i licenziamenti: SCARICARE I COSTI DELLA CRISI SUI LAVORATORI mentre rende disponibile alle aziende, in nome della ripartenza economica, la gran parte delle risorse del Recovery Fund: VERGOGNA!

Ad una estate torrida dovrà seguire un autunno caldissimo: sono sempre di più i motivi per cui diventa urgente mobilitarsi fin dai primi giorni di settembre, in attesa dello Sciopero Generale indetto dalla CUB insieme a tutto il sindacalismo di base per l’11.10.2021.



CONFEDERAZIONE UNITARIA DI BASE

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