ALBO DEGLI EDUCATORI: CHE FREGATURA!!

Da alcuni mesi sbattiamo la test a causa del caos generato per l’iscrizione all’albo, alle liste speciali, per l’equipollenza, per i costi esorbitanti, dalla necessità di maturare gli ECM, in una giungla inestricabile di notizie e smentite. Facciamo un po’ di chiarezza:

CHI DEVE ISCRIVERSI?CHI NON DEVE ISCRIVERSI?
Tutti gli educatori professionali con laurea SNT-2 ed equipollenti indistintamente dal loro ambito di lavoro sono tenuti ad iscriversi all’Albo.
Devono iscriversi agli elenchi speciali: tutti coloro che lavorano in ambito socio-sanitario e: – hanno maturato 36 mesi di servizio, anche non continuativi, negli ultimi 10 anni entro l’entrata in vigore della l. 145/18 – sono in possesso di un titolo che al momento dell’assunzione ha permesso di svolgere l’attività professionale – possono garantire documentazione relativa all’inquadramento presso una struttura sanitaria

Il professionista che non lavora in ambito socio-sanitario e non è in possesso del titolo SNT-2 ed equipollenti
Se la mia domanda di iscrizione agli elenchi speciali è stata rigettata
Se si è in possesso di titolo L19 in riferimento alla l. 145/2018 potrai lavorare nei servizi socio-sanitari limitatamente agli aspetti socio-educativi

Come educatrici/ori incontratisi a gennaio a Torino, avanziamo queste proposte:

1) L’Albo è una TASSA SUL LAVORO, non è giusto dover pagare per lavorare!

Trasformare l’Albo in un semplice “registro unico”, ovvero in un registro unico di tutti gli educatori abilitati, senza distinzione tra sanitari e non, tenuto presso il ministero.

2) PROFILO UNICO DEGLI EDUCATORI, perché chi ha diviso la nostra categoria in due non conosce e non riconosce per nulla il nostro lavoro, che non è solo sanitario, né solo sociale, ma relazionale in tutti i contesti, con la possibilità di cambiare utenza.

3) I COSTI NON POSSONO ESSERE A CARICO DELLE LAVORATRICI/ORI

Con le retribuzioni del nostro settore, NON E’ ACCETTABILE che l’educatore paghi l’iscrizione all’Ordine, gli ECM, l’assicurazione, né che trascorra il proprio TEMPO LIBERO per la formazione, utilizzando riposi e/o ferie.


DIGNITA’ PER IL LAVORO EDUCATIVO! Verso l’assemblea EDU. È tempo di agire

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