SICUREZZA E SALUTE PER TUTTI, MA NESSUNA MINACCIA!

CON UN CONTRATTO PART TIME VERTICALE CICLICO PUOI OTTENERE L’ACCREDITO DEI CONTRIBUTI PREVIDENZIALI MATURATI NEI PERIODI DI SOSTA

LA SICUREZZA SUL LAVORO IN OSPEDALI E RSA NELLA SECONDA ONDATA COVID

Non Una Di Meno – Cuneo

Stabilizzazione Vigili Discontinui. Ora!

auto organizzazione

non sindacalisti di mestiere

VERSO LA MOBILITAZIONE NAZIONALE SUI TERRITORI DEL 23 FEBBRAIO. Con uno sguardo a Sanremo...Appello a coordinamenti, collettivi, associazioni, gruppi, realtà, comitati,... 23 febbraio 2021. UN ANNO SENZA EVENTI, UN ANNO SENZA REDDITO! Tragicamente sta per compiersi il giro del calendario. Il 23 febbraio 2020 infatti l’emergenza coronavirus ha imposto il blocco dei primi spettacoli dal vivo e segnato drasticamente e indelebilmente le nostre vite.Siamo le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo e della cultura: storicamente senza diritti, senza tutele e senza welfare alcuno, in questa pandemia abbiamo sperimentato cosa significa non poter svolgere il proprio lavoro e non aver accesso ad un reddito.Sappiamo di essere in crisi da sempre, e abbiamo imparato a dare un nome ai nostri problemi: precariato, intermittenza, lavoro nero, frammentazione lavorativa.Durante la pandemia però abbiamo imparato un’altra cosa: come stare insieme e lottare.Abbiamo messo da parte le distinzioni professionali, e dato spazio alla solidarietà, all'autorganizzazione, all'autodeterminazione e alla voglia di cambiare il nostro mondo.Abbiamo aperto tavoli di interlocuzione a partire dai Comuni fino ad arrivare ai Ministeri e riempito le piazze, coniugando la mobilitazione, anche radicale, con la cura di chi ci stava a fianco.L'abbiamo sempre ribadito: siamo disposti a interrompere le nostre attività lavorative se queste ultime possono compromettere la salute collettiva ma, parallelamente, abbiamo bisogno di urgenti misure di sostegno al reddito strutturali. Non possiamo più accettare il sistema delle indennità: misure comprensibili nei primi mesi ma che si sono rivelate insufficienti, farraginose e in molti casi discriminatorie.Oltre ad essere sostenuti in questo periodo di crisi per poter sopravvivere senza dover cambiare lavoro, nella speranza di una ripresa in sicurezza nel più breve tempo possibile, crediamo che si debba adottare un radicale cambio di visione, di prospettiva sul mondo dello spettacolo e della cultura nel nostro paese.Ora più che mai è necessaria una riforma strutturale di questo comparto. Una riforma che dia tutele e dignità a chi materialmente, con il proprio studio, tempo e passione crea eventi, spettacoli e non solo finanziamenti, sgravi fiscali e deregolamentazione per le aziende, in particolare quelle medie e grandi. Una riforma che ci permetta di avere continuità di reddito nel corso dell’anno, di non rischiare la nostra vita quando lavoriamo, di ammalarci e di andare in pensione ad una età decente. Il 23 febbraio, senz'altro, è una data simbolica, ma da essa vogliamo ripartire per riaprire la discussione e il confronto istituzionale a tutti i livelli.Abbiamo delle domande però: che ne è dei tavoli di confronto? Quando verranno riconvocati? Quando il cosiddetto “Tavolo permanente per lo spettacolo dal vivo” indetto dal Ministro Franceschini verrà ampliato anche al Ministero del Lavoro e al Ministero dello Sviluppo Economico? Quale è la visione di futuro per lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura? Domande ancora più legittime vista l'instabilità politica nazionale.Di quest'anno ci resta una sola certezza: il Ministro Franceschini è totalmente inadatto a ricoprire la sua attuale carica perché non intende rapportarsi alla base ed è disponibile a parlare solo con le élite: le parti datoriali, le grandi produzioni. Per la vita di chi non sta in alto, mai una parola.Ormai è giunto il momento di chiedere a gran voce ed in maniera unitaria le sue dimissioni. Il 23 febbraio torneremo nelle piazze anche per dire a gran voce che la cultura genera comunità sane e quindi va difesa e nutrita partendo proprio da chi quotidianamente fatica per far si che esista. Gli spazi e i luoghi di cultura sono un valore aggiunto nei territori e nelle città già duramente provate da anni di impoverimento.Tocca a noi, in quanto lavoratrici e lavoratori del settore, ma anche in quanto cittadine e cittadini, difendere quella idea di cultura di prossimità che, giorno dopo giorno, mese dopo mese, stanno sottraendo alla collettività.Dopo #unannosenzaeventi e #unannosenzareddito la misura è colma. Alziamo, ancora una volta, lo sguardo e allunghiamo la nostra prospettiva per opporci ad #unavitadistanti.Per una cultura di prossimità, per i nostri diritti! Mobilitiamoci e organizziamoci anche in vista del Festival di Sanremo, momento durante il quale non potremo essere assenti 😉Professionist* Spettacolo e Cultura – Emergenza Continua // Rete intersindacale RISP ... See MoreSee Less
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⚠️Attacco repressivo nei confronti di un militante della CUB Immigrazione e Trasporti!👉 QUI IL COMUNICATO www.cub.it/index.php/175-organizzazioni-cub/cub-trasporti/14370-milano-cub-trasporti-provocazione... ... See MoreSee Less
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Vaccini anti-COVID. CUB Sanità; salute & sicurezza per tutti ma ... minacce per nessuno !www.cub.it/index.php/97-organizzazioni-cub/cub-sanita/14350-cub-sanita-vaccini-anti-covid-cub-san...Partita la campagna planetaria, per una vaccinazione di massa a cui pare ormai certo che non avranno accesso i Paesi a basso reddito, cioè la maggior parte della popolazione mondiale che rischia di esserne esclusa.Premessa questa vergogna, In Italia per primi pare che saranno vaccinati le lavoratrici e i lavoratori dei settori sanitario e socio-sanitario, oltre che via via, ogni soggetto ivi ricoverato e/o fragile. Ogni lavoratore mantiene (per ora) la propria libertà di scelta rispetto al diritto di potersi vaccinare contro al Covid-19 ma pare giusto dire anche che al momento la sola possibilità prospettata dalla Scienza, utile ad uscire da questa Pandemia, pare sia la prevenzione col Vaccino, prima ancora della eventuale cura.È naturale che i lavoratori siano dubbiosi apprendendo dal consenso informato (che va preteso per diritto) i possibili effetti collaterali del farmaco. Ogni lavoratore deve quindi rivolgersi al proprio Medico o al Medico Aziendale per accertarsi di non incorrere nelle controindicazioni elencate e farle presente, sempre per diritto, al gruppo vaccinatore che constaterà tali circostanze adottando diverse soluzioni. Utile rendere noto ai lavoratori che la firma sul consenso informato, può essere ritirata in ogni successivo momento.I lavoratori che non possono vaccinarsi per ragioni mediche non devono essere criminalizzati ma protetti, e pari affermazione vale anche per chi al momento appare indeciso o ancora molto scettico anche perché non ci sono ancora dati disponibili sull’efficacia a lungo termine dei vaccini e sui possibili effetti indesiderati nel tempo, ma questo è inevitabile per ogni farmaco nuovo introdotto sul mercato: i lavoratori si attendono un accurato monitoraggio di massa post vaccinale nei mesi a venire poiché l’adesione a una campagna di massa non può prevedere obblighi né penalizzazioni e necessita di informazione completa e indipendente da interessi. Quello che chiediamo è che non siano effettuate pressioni e minacce di rischi sanzionatori, di sospensioni dal lavoro e dal salario per giungere financo al licenziamento come da alcuni paventato, avverso a chi non può o al momento non è ancora più che convinto a vaccinarsi, ognuno per le sue ragioni.CUB SANITÀ È A DISPOSIZIONE PER TUTELARE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI TUTTE/I OVUNQUE.Chi si sentisse oggetto di pressioni e di minacce deve sapere che queste pressioni sono illecite e può contattare subito il sindacato CUB locale per ricorrere agli organi di Vigilanza o al Giudice. Nel contempo, occorre tenere altissima la guardia sulla prevenzione e la tutela della salute nei posti di lavoro e nella società, perché ancora non sappiamo come la vaccinazione influenzerà l’evolversi della pandemia. Per questo rivendichiamo un esteso monitoraggio post vaccinale. Per la salute e la sicurezza dei lavoratori, degli utenti e dei malati, bisognerà continuare a esigere i DPI adeguati, sorveglianza sanitaria adeguata, ritmi e modalità di lavoro compatibili con la salute, il diritto al riposo. Il vaccino non può essere invocato a pretesto dai datori di lavoro per eludere i diritti dei lavoratori. 12.1.2021CUB Sanità ItalianaV.le Lombardia 20 (Mi) - tel. 02/70631804 fax 02/70602409www.cub.it – cubvideo.it -email: sanitanazionale@cub.it ... See MoreSee Less
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2 weeks ago

CUB Cuneo e Provincia
Supplenti Covid : e’ ora di pagare i loro stipendi ! ... See MoreSee Less
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