Istat, l’esplosione dei prezzi: ad agosto luce +135,9%, gas + 62,5%. L’inflazione sale al 8,4%, il massimo da dicembre 1985

Caro energia e siccità: secondo l’Istat il taglio dei raccolti spingono i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande ad un aumento complessivo medio del +10,2%: pane, pasticceria e pasta (+17,1%), mentre ConfEsercenti dichiara che l’aumento di prezzi e utenze comporterà oltre 1.300 euro in più di spesa a famiglia.

Le scelte politiche internazionali, la speculazione alla ricerca del massimo profitto, comportano costi che vengono sempre scaricati sulla collettività, dal peggioramento del sistema sanitario, alla distruzione del sistema educativo e della scuola, e via di seguito.

Oggi paghiamo i costi di un conflitto tra oligarchie orientali ed occidentali, quando non riteniamo la guerra uno strumento per risolvere le controversie internazionali, ed oltre alla tragedia delle vittime civili ci aspetta una politica di lacrime e sangue per l’esplosione dei costi energetici e alimentari, che butteranno sul lastrico le popolazioni di più di un continente.

Uno scenario complessivo che rischia di trascinarci nella catastrofe più assoluta.. dobbiamo essere lucidamente consci del fatto che non siamo sulla stessa barca con i poteri politici ed economici che ci governano e che i nostri interessi, in Europa, come in Russia, negli USA come in Cina, sono radicalmente differenti e contrari rispetto a quelli che ci governano e che fanno profitti con le nostre vite.

L’opposizione alla guerra in tutte le sue forme non vuole dire trasformarsi in supporter di una delle squadre costruite dai potenti, ma vuole dire affermare un punto di vista opposto a quello delle classi dominanti, attento alla nostra sopravvivenza e al nostro benessere complessivo e non all’affermazione di un potente piuttosto che di un altro.

L’urgenza reale che dobbiamo affrontare è la costruzione di un punto di vista nostro che si muova in opposizione alla narrazione dei poteri in guerra tra di loro.

Opporsi ai sacrifici, alla distruzione del sistema sanitario e scolastico, alla devastazione sociale, alle tragedie dei conflitti, passa inevitabilmente dall’opposizione al potere che ci governa, passa dal contrasto ai prossimi governi e le multinazionali, all’auto organizzazione delle lotte.

Opporsi al futuro di lacrime e sangue vuol dire opporsi alle guerre, ed anche a questa guerra.

Organizziamoci!

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